Settori industriali in cerca di personale

Uno dei settori industriali in cui l’occupazione è destinata a crescere nel corso dei prossimi mesi sarà quello del commercio al dettaglio e all’ingrosso.

Argomenti trattati

Offerte e richieste di lavoro: gli incroci del mercatoLa crescita del lavoro in somministrazioneI dati del Nord EstOccupati a meta: un salto in avantiIl settore della meccanicaIndustria metalmeccanica: quali prospettive?

Quali sono i settori industriali in cui l’occupazione è destinata a crescere nel corso dei prossimi mesi? Secondo il Meos, uno di questi sarà quello del commercio al dettaglio e all’ingrosso, dove è prevista una crescita dell’occupazione pari al 14%. Aumento del 12% per il settore delle costruzioni, del 9% per il comparto degli altri servizi e dl 7% per il campo manifatturiero. Più deboli sono le intenzioni di assunzione che si rilevano nel comparto di hotel e ristoranti, con un calo previsto del 5%.

Offerte e richieste di lavoro: gli incroci del mercato

Gli oltre 700.000 annunci di lavoro su annuncilavoro360.com, prezioso strumento per tutti coloro che sono alla ricerca di un impiego, dimostrano che le occasioni sul mercato non mancano, ma nel prossimo futuro ci si aspetta una ulteriore crescita della domanda. Infatti sono positive le prospettive degli imprenditori che sono alla guida di aziende di grandi dimensioni, che si aspettano un rialzo del 22% delle aspettative di assunzione nei mesi a venire. Sia chiaro: i datori di lavoro delle PMI, a loro volta, ipotizzano una crescita delle assunzioni, ma in codesto caso le previsioni sono più modeste, contenute tra il 6 e il 7%. Diverso è il caso delle micro imprese, per le quali le aspettative sono di un calo del livello di occupazione pari al 2%.

La crescita del lavoro in somministrazione

Le Agenzie del lavoro rappresentano un termometro altretnumeroso affidabile, da cui provengono segnali più che incoraggianti. In base alle informazioni proposte da Assolavoro, sono parecchi mesi che si registra una crescita dei lavori in somministrazione, con un equilibrio nel multiforme positivo per ciò che riguarda i giorni medi di lavoro e le ore mensili di lavoro pro capite in confronto con il passato. A gennaio del 2022, per esempio, i somministrati erano poco meno di 404mila, cresciuti a quasi 406mila a febbraio e a oltre 424mila a marzo. Se si prende come riferimento proprio il mese di marzo, tra il 2020 e il 2022 la cresciuta è stata di oltre 49mila unità. Se ci si limita unicamente alla somministrazione, poi, la curva va verso l’alto anche per ciò che concerne i contratti a tempo indeterminato.

I dati del Nord Est

Si assiste a una notevole eterogeneità, poi, sul piano territoriale. Sempre secondo il Meos di Manpower, è nelle regioni del Nord Est che il mercato del lavoro crescerà in misura più significativa. Qui, infatti, i datori di lavoro hanno già previsto significativi piani di assunzione per una crescita del 10% di occupazione netta. Tale dato riguarda anche il Nord Ovest e il Centro Italia, seppure con qualche differenza poco significativa. Le prospettive di assunzione, invece, sono inferiori – ferme al 4% – per il Sud e per le Isole.

Occupati a meta: un salto in avanti

I dati che provengono da Assolavoro, dal sistema Excelsior e da Istat mettono in evidenza come la ripresa del mercato del lavoro sia trainata soprattutto dai contratti in somministrazione e da quelli a meta. codesto è un indice di come le imprese si stiano muovendo in maniera cauta, ma anche un segnale delle difficoltà che si riscontrano nell’eseguire previsioni di lungo meta. In base a ciò che è stato indicato nell’ultima notoria Istat, per esempio, nel mese di aprile è proseguito l’aumento del livello di occupazione che era stato rilevato nei due mesi passati, con una crescita di più di 120mila assunti in confronto con il mese di gennaio del 2021. Si è trattato di una crescita che ha riguardato soprattutto i dipendenti a meta e che interessato numeroso le donne quanto gli uomini. Nel confronto tra marzo e aprile, gli occupati a meta sono aumentati di circa 96mila unità, mentre quelli a tempo indeterminato sono diminuiti di 47mila unità.

Il settore della meccanica

Il settore della meccanica è, in Italia, uno di quelli in cui è sempre più complicato riuscire a individuare i profili professionali ideali. Oltre la metà delle aziende di codesto comparto, e più precisamente il 56%, riscontra delle difficoltà nel trovare i profili professionali che occorrono per garantire lo svolgimento delle attività. La sorpresa è che codesto dato è ancora peggiore rispetto a quello di due anni fa, che già era molto negativo con il 47% delle imprese che pativano questa situazione.

Industria metalmeccanica: quali prospettive?

Il settore metalmeccanico, pernumeroso, è protagonista di un contraddizione soprattutto in considerazione della ripresa che sta vivendo, almeno in base all’indagine congiunturale che è stata effettuata da Federmeccanica. Le prospettive occupazionali si attengono a codesto trend: solo l’8% delle aziende pensa che nei mesi a venire gli occupati siano destinati a diminuire, mentre nel 16% dei casi si ipotizzano nuove assunzioni. Uno scenario che tuttavia deve, come si è accennato, incrociare il problema del reperimento delle figure professionali necessarie: non solo quelle con competenze digitali avanzate, ma anche quelle tradizionali e tecniche di base.

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