“Quello che non potevamo dirvi prima sul vaccino”. Pandemia, una pesante rivelazione – Libero Quotidiano

Siamo a In Onda, la puntata è quella su La7 di sabato 13 novembre. Ospite in collegamento con il programma condotto da David Parenzo e Concita De Gregorio ecco Ilaria Capua. Si parla di Covid, di vaccino, di terza dose. E Parenzo si rivolge all’esperta: “Non ci avevate detto che ci sarebbe stata una quarta ondata, ci avete detto che sarebbero bastate due dosi di vaccino. E in questo interstizio si infila la propaganda no-vax. Qual è il quadro che possiamo dare per il futuro?”.

 

“La scienza si muove per tentativi, tante cose le sappiamo ma tante non le sappiamo – premette con onestà Ilaria Capua -. Questo vuol dire che  bisogna anche saper comunicare che certe cose non le sappiamo. Ma comunque dobbiamo anche poter comunicare che nelle pieghe delle cose che un po’ si sanno e un po’ non si sanno si va avanti. Ma certe cose dette prima (il riferimento è ad alcune tesi no-vax che erano state fatte ascoltare, ndr) si sa che non sono vere: certe cose non sono accettabili. C’è un margine di incertezza nella scienza, come in tutto, ma non può essere preso come lazo per tirare dentro tutto”, insiste la Capua.

 

E ancora: “Volevo aggiungere che non è vero che era stato detto che non ci sarebbe stata una nuova ondata. Il virus, una volta sorpassato un certo tasso di infezione, si è endemizzato, e l’endemizzazione porta proprio a questo: delle ondate che si rincorrono, rincorrono l’inverno, gli emisferi più freddi. La terza dose? Non ve lo potevamo dire prima, come facevamo a dirvelo prima? Sappiamo che i vaccini si usano in una, due, tre dosi oppure anche in una dose l’anno. Noi, comunità scientifica, abbiamo sviluppato una serie di prodotti di cui non potevamo conoscere la durata. Abbiamo visto che l’immunità inizia a decadere dopo un numero di mesi, dunque bisogna ritirala un po’ su perché siamo all’inizio dell’inverno. Questo virus purtroppo non andrà via: dobbiamo imparare a conviverci, entrare in una nuova mappa mentale in cui conosciamo molto meglio di prima l’avversario e abbiamo strumenti di prevenzione e cura”, conclude Ilaria Capua. Insomma, la guerra contro il Covid sarà ancora lunga, molto lunga.

 

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